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La nostra terra

Dove siamo

Tra cielo e terra, tra mare e montagna

Il mare.

Il mare della Sardegna è uno dei più belli del mondo. Se non ci credete, andate a vedere Cala Cartoe, nel golfo di Orosei: sabbia finissima, acqua dall’inconfondibile riflesso verde azzurro e scogliere orlate da una fitta vegetazione punteggiata di ginestre dalla bellezza selvaggia.

Oppure raggiungete Cala Gonone, dove oltre alla sabbia bianca e al mare dai colori magici potrete visitare la splendida grotta del Bue Marino, un trionfo di spettacolari stalattiti e stalagmiti antiche quanto il mondo.

Ma tutta questa costa centro-orientale dell’isola è un ininterrotto susseguirsi di spiagge mozzafiato: Cala Goloritzé, Cala Luna, Cala Sisine, Cala Mariolu e tante altre.

Più a nord, a una settantina di chilometri dall’hotel, una visita irrinunciabile è quella a San Teodoro e alla sua laguna, regno dei fenicotteri rosa e paradiso per il bird watching. Il suo litorale, uno dei luoghi d’incanto della costa tirrenica, è un’area marina protetta, con punti di immersione di elevato interesse.

I borghi antichi.

Passeggiando per il bel centro storico di Oliena (7 km da Su Gologone), lungo le strade di ciottoli e tra le antiche case, è facile incontrare le donne anziane del paese che ancora oggi indossano quotidianamente su hustumene, il costume della tradizione.

Dorgali è un attivo centro di turismo e artigianato: visitate le botteghe della pelle e i laboratori orefici, famosi per la lavorazione della filigrana.

Orosei è un delizioso paese (32 km da Su Gologone) a 2 km dal mare, con spiagge bianchissime, incorniciate da pinete, macchia mediterranea e scogli di granito rosa e basalto. Bello il centro storico, con antichi edifici e chiese con antiche statue lignee. Da non perdere le feste paesane.

Tra le strade di Galtellì (27 km) Grazia Deledda, premio Nobel per la letteratura 1926, ambientò il suo romanzo più famoso, Canne al vento. Nel caratteristico e ben conservato centro storico il Parco Letterario si snoda lungo i luoghi che ispirarono la scrittrice.

A 23 km, in una zona montuosa dai paesaggi selvaggi, Orgosolo è famoso per i suoi murales: 150 dipinti che impreziosiscono le vie del paese e raccontano la storia e la singolare identità dei suoi abitanti. Qui la tradizione è molto forte. Durante le tante feste paesane la gente indossa il costume tradizionale realizzato dalle ricamatrici locali con broccati, ricami floreali e con fili di seta dei bachi ancora allevati qui da tempo immemorabile.

L’archeologia.

Il complesso di Serra Orrios, il sito di Sedda ’e sos Carros dedicato al culto delle acque, il villaggio di Tiscali nascosto dentro una caverna nelle aspre montagne tra Oliena e Orgosolo, la grotta Corbeddu dove fu ritrovato intatto lo scheletro di una regina di 5.000 anni fa. Tutto qui intorno racconta dei popoli che vi hanno abitato, in particolare la straordinaria epopea del periodo nuragico (1800-600 a.C.).

La natura.

Nelle campagne di Dorgali, Ispinigoli è una profonda cavità che attraverso una scala di 280 gradini scende al centro della terra, caratterizzato da una colonna calcarea alta 40 metri. Secondo la leggenda, era il luogo dove venivano sacrificate le vergini: e l’eco che giunge dal fondo sembra proprio un lamento femminile. Notevoli sono anche gli effetti sonori che si possono sentire dentro la grotta chiamata appunto Sa Oche ’e su Entu (la voce del vento), in territorio di Oliena. 

Tra Oliena e Urzulei, Su Gorropu è il canyon più grande d’Europa: vi scorre il rio Flumineddu, tra pareti rocciose alte in alcuni punti fino a 500 metri. Imperdibile. 

La cultura. 

Il capoluogo della Barbagia, Nuoro, agli inizi del Novecento era chiamata “l’Atene della Sardegna” per l’esercito di intellettuali (poeti, scrittori, pittori, scultori, musicisti, giuristi) che la animavano, tesi a promuovere il riscatto dell’isola da secoli di sudditanza coloniale.

Il Museo Archeologico ospita preziosi reperti della preistoria del territorio.

Il meraviglioso Museo Etnografico presenta la storia, le tradizioni, i costumi dell’intera Sardegna. Il Man ospita opere di artisti sardi e importanti esposizioni internazionali. Opere dei principali pittori sardi si trovano anche nel Museo Tribu, insieme a un piano interamente dedicato alle opere di Francesco Ciusa, il più grande artista sardo del Novecento.  La sua casa natale è in pieno centro storico, di fronte alla chiesetta di San Carlo che ne contiene la tomba, sovrastata da una copia della sua opera più celebre, la Madre dell’Ucciso, trionfatrice alla Biennale di Venezia del 1907.

Poco più in là, la casa natale del premio Nobel Grazia Deledda, un piccolo gioiello museale; la casa del giurista Gianpietro Chironi, ora restaurata e pronta ad ospitare il Museo regionale della ceramica; la piazza dedicata al poeta Sebastiano Satta, opera dello scultore Costantino Nivola (di Nivola vale la pena visitare l’affascinante museo dedicatogli nel paese natale, Orani).

Per finire, la chiesetta della Solitudine, con il suo splendido portale in bronzo opera di Eugenio Tavolara, accoglie il sarcofago con le spoglie di Grazia Deledda. Si trova all’inizio della salita per il monte Ortobene, dalla cui cima (comodamente raggiungibile in auto) si gode uno strepitoso panorama sulla vallata di Oliena, il supramonte di Orgosolo e il Gennargentu. Sul versante orientale, la grande statua del Redentore protegge dai primi del Novecento la sottostante città di Nuoro. Al Redentore è dedicata, nell’ultima domenica di agosto, una sagra popolare tra le più importanti dell’isola, con una processione di uomini e donne che sfilano nei costumi tradizionali dalla cattedrale fino alla cima del monte.

Sito realizzato con finanziamenti dell'Unione Europea e con il supporto della Regione Autonoma della Sardegna.
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